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Quando si parla di digitalizzazione delle scuole si intendono sia i servizi digitali offerti agli studenti e alle loro famiglie, sia l’integrazione tecnologica all’interno della didattica. Alcuni esempi possono essere l’automatizzazione di processi, come quelli legati ai pagamenti, o software per la gestione del personale e degli insegnanti.

Questo processo dipende, in primis, dalla visione del dirigente scolastico sulle tecnologie, ma anche dalla presenza o meno di tre requisiti fondamentali:

1 – banda larga, necessaria per accedere e usufruire a una maggiore varietà di attività e di ridurre il sovraccarico della rete;

2 – rete interna per distribuire l’accesso in tutti gli spazi di insegnamento;

3 – manutenzione delle strumentazioni e aggiornamenti dei software.

Ovviamente, realizzare e mantenere tutto questo comporta un notevole dispendio in termini di energia e investimenti. Influiscono anche le dimensioni della scuola, la posizione geografica, la mentalità locale riguardo a investimenti in questo ambito e il livello scolastico – tra primaria e secondaria, infatti, c’è un divario molto ampio –.

Proprio a causa di questi fattori, come riporta l’AGCOM con il report “Educare Digitale”, l’Italia presenta un quadro problematico della situazione: mancano connettività, strumenti e competenze ed è riscontrabile un notevole divario legato al territorio, grado e dimensioni degli istituti.

Il rapporto parte dal presupposto secondo cui l’Italia è al 25° posto in una classifica di 28 paesi che si basa sull’indice DESI (Digital Economy and Society Index), usato dalla Commissione Europea per misurare il livello di attuazione dell’Agenda Digitale.

Ma cosa fare per cercare di risolvere questa situazione?

L’AGCOM suggerisce di puntare a tre obiettivi fondamentali:
1 – investimenti infrastrutturali;

2 – sviluppo delle competenze ITC dei docenti per una maggiore integrazione delle tecnologie nella didattica;
3 – la messa del digitale al primo posto tra le priorità, soprattutto per gli ambiti gestionali e organizzativi.

Non bisogna dimenticare che è necessario combattere la resistenza verso il digitale, molto presente nel ostro Paese, e collaborare con gli enti locali per trovare le soluzioni e le iniziative più idonee per ogni situazione.

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