Tempo di lettura stimato: < 1 minuti

Internet è diventato essenziale, questo è innegabile: lo usiamo per il lavoro, lo studio, per informarci, per i nostri hobby, per giocare o per tenerci sempre in contatto con le persone care. Ne siamo talmente assuefatti che non possiamo pensare di non potervi accedervi. Eppure, solo metà mondo è connesso.

Secondo uno studio pubblicato da The Guardian, nel 2018, 98 Islandesi su 100 hanno avuto accesso a Internet contro i 99 Eritrei su 100 che non hanno potuto accedervi. Non solo, a malapena il 14,1% della popolazione mondiale può accedervi da casa.

Questo “gap” viene chiamato “dgital divide” e ha spinto numerose multinazionali a muoversi per ridurlo, in primis l’azienda d’informatica Microsoft, che si è posta l’obiettivo di permettere l’acceso alla banda larga a 40 milioni di persone tra America Latina e Africa Subsahariana entro il 2022.

Per mettere in pratica una iniziativa del genere è necessario mettere in atto una strategia precisa che comprenda i seguenti punti:

– coinvolgere i partner locali;

– sfruttare tecnologie innovative;

– lavorare in sinergia con i fornitori di servizi Internet locali (ISP);

– collaborare con le istituzioni locali per eliminare le norme che potrebbero ostacolare l’iniziativa;

sostenne lo sviluppo digitale dove la connessione al Web è un fatto recente;

garantire finanziamenti internazionali per creare e supportare “ecosistema di supporto”.

Inoltre, sulla stessa onda di Microsoft, si stanno muovendo anche Facebook con Athena, Amanzon con Kuiper e Spacex con Stralink: tutti i progetti che prevedono la possibilità di diffondere la rete tramite satelliti in orbita.

Leave a Reply

×

Hello!

Click one of our representatives below to chat on WhatsApp or send us an email to mariocorallo@gmail.com

× Ciao! Come posso aiutarti?