Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Possiamo constatare coi nostri occhi che i bambini e le bambine accedono a Internet in età sempre più precoce.
Quello che è emerso dall’indagine di Save the Children “Che genere di tecnologie? Ragazze e digitale tra opportunità e rischi” è che le bambine dimostrano di essere più competenti nell’ambito digitale – anche di poco rispetto ai coetanei maschi – ma spesso non scelgono di seguire un percorso scolastico e accademico legato alle tecnologie. Non solo, l’indagine ha posto in evidenza ostacoli e rischi, come la violenza tra pari e di genere, in cui le ragazze spesso si imbattono. Questo deriva dal fatto che spesso gli ambienti virtuali, specchio della società attuale, non sono del tutto neutri rispetto al genere e sono connessi a stereotipi e disuguaglianze.

Il quadro della situazione: alcuni dati

Sempre dalla ricerca, è emerso un quadro molto complesso riguardante i giovani e l’uso di Internet: dalla presenza o meno di una connessione a disposizione al suo utilizzo, dalle competenze informatiche ai percorsi di studio.

Presenza di una connessione Internet a casa. In Italia, il 94,1% delle famiglie con almeno un minore dispone di una connessione da casa, anche se sono presenti delle lievi differenze tra Nord e Sud: dal 96,4% delle famiglie nel Nord-Ovest al 90% di quelle del Sud. Ma il divario si accentua soprattutto per le bambine e le ragazze che accedono ad Internet: nel Nord Ovest l’85,8% mentre al Sud il 75,5%.

Uso della connessione Internet a casa. Nella fascia 6-10 anni i bambini ne fanno uso nel 54% dei casi, le bambine nel 53%, percentuale che raggiunge il suo apice tra i 15 e i 17 anni, con rispettivamente il 93,5% delle ragazze e il 94,2% dei ragazzi.

Upload di propri contenuti. Il 44,6% delle ragazze tra i 15 e i 17 anni – contro il 41% dei coetanei maschi – caricano online contenuti di propria creazione come testi, fotografie, musica, video.

Uso di Internet per la consultazione. Anche per quanto riguarda la consultazione e la ricerca di informazioni online c’è uno scarto: il 62,3% delle bambine e delle ragazze contro al 56,4% di bambini e ragazzi.

Acquisti online. Dai dati sugli acquisti emerge che il 21,4% delle ragazze e il 25% dei ragazzi ha ordinato prodotti o servizi online ma, mentre le ragazze dai 15 ai 17 anni acquistano maggiormente libri e materiali per la formazione (il 39,9% rispetto al 15,4% dei ragazzi) o articoli per il tempo libero, come musica e film, (il 27% rispetto al 23,4% dei ragazzi), i coetanei maschi preferiscono i prodotti informatici e tecnologici (il 59,7% rispetto al 21,8% delle ragazze).

Competenze digitali. I dati mettono in evidenza anche un divario tra ragazze e ragazzi riguardo la competenze digitali base (rispettivamente 40,5% e 37%) e alte (39,6% e 36,3%). In particolare, mostrano maggiori competenze specifiche alte rispetto ai ragazzi: information skill (il 65,4% rispetto al 61,6% dei ragazzi); comunication skill (il 86,6% rispetto al 79%); problem solving skill (il 61,4% rispetto al 56,6%); software skill for content manipulation (il 65,2% rispetto al 61,7%).

Percorsi di studio e professionali. Nonostante le percentuali dimostrino come le ragazze siano più attive e competenti nel mondo digitale, i dati sul loro accesso a percorsi di studio e professionali nelle materie tecnico-scientifiche riportano un quadro diverso. Dall’ultimo rapporto “Education at a glance 2017”, emerge che mentre le studentesse che scelgono le materie scientifiche sono il 60% dei laureati in Scienze naturali, Matematica, Statistica, ma le percentuali diminuiscono sensibilmente per la laurea in Ingegneria (31% delle lauree triennali e 27% nella laurea magistrale) e ulteriormente per la laurea in ICT (Information and Communication Technology), dove il 21% delle ragazze consegue la laurea triennale e solo il 14% la laurea di secondo livello.

Il quadro della situazione: conseguenze e riflessioni

I dati mostrano una situazione complessa: abbiamo una parte della popolazione che dimostra di avere delle capacità in un ambito, ma la loro completa realizzazione sembra essere in qualche modo ostacolata.
Forse una delle cause del divario nei percorsi di studio – e potenzialmente professionali in ambito tecnico-scientifico – può essere ricondotta al fatto che le scelte formative sono ancora influenzate da stereotipi di genere, che si attengono alla dimensione simbolica dei talenti considerati innati in uomini e donne. Se ne deduce una necessità di programmi volti alla valorizzazione e al sostegno della continuità di interessi e di formazione delle ragazze nelle materie tecnico-scientifiche, al fine di renderle partecipi dell’innovazione tecnologica in atto.

Un ulteriore ostacolo alla possibilità di fruire appieno delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali e che merita di essere approfondito è rappresentato dalla dimensione della violenza virtuale.

A molte ragazze è capitato di essersi sentite a disagio dopo aver letto o ricevuto commenti violenti sui social oppure dopo aver ricevuto da individui conosciuti sul web video o immagini particolarmente violenti. Ad aggravare la situazione, c’è anche il fatto che spesso la percezione del pericolo è bassa, quindi alcune ragazze arrivano a inviare video e immagini o ad attivare la webcam seminude per ricevere regali, esponendosi così ancor di più ai pericoli.

La bassa percezione del rischio online è sottolineata e amplificata anche dal fatto che per alcune di loro sia sempre sicuro condividere materiale intimo in una cerchia ristretta “perché lo fanno tutti”.

Il dato più allarmante, però, è che in caso di pericolo o molestie si rivolgono alle amiche o, nel migliore dei casi, alle sorelle ma raramente ai genitori. Primo, questo avviene perché, a volte, le ragazze hanno un account Whatsapp e uno Instagram – dove molte si sono iscritte in modo autonomo o falsificando l’età ove necessario (se si sono iscritte prima dei 13 anni) – dei quali i genitori non sono sempre a conoscenza. Secondo, molto spesso trovano impensabile parlarne coi genitori soprattutto se, per esempio, il problema è quello di venire ricattate per una foto intima.

Poiché quello della violenza online è un fenomeno recente e con caratteristiche in continuo mutamento, è necessario prestare particolare attenzione a questo tema, monitorare, raccogliere dati anche presso scuole e famiglie per poter ideare e attuare azioni di prevenzione efficaci.

Leave a Reply

×

Hello!

Click one of our representatives below to chat on WhatsApp or send us an email to mariocorallo@gmail.com

× Ciao! Come posso aiutarti?