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Il cellulare può avere un impatto negativo su molti aspetti dei bambini: dallo sviluppo di abilità, come quelle cognitive, emotive e linguistiche, al benessere mentale e fisico.

I bambini

Con un articolo approvato e promosso dalla Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), alcuni esperti di “Dottore, ma è vero che…?” hanno cercato di sottolineare come in Italia, nonostante i pochi dati disponibili, si sia stimato che il 20% dei bambini venga a contatto con un cellulare per la prima volta durante il primo anno di vita e l’80% sia già capace di usarne uno tra i 3 e i 5 anni.

A un primo impatto potremmo essere portati a pensare che sia una cosa positiva, un sintomo di intelligenza, una capacità di apprendimento maggiore rispetto a quella della generazione precedente che, a volte, ha bisogno di tempo per entrare nella logica del funzionamento dei dispositivi elettronici.

In realtà, quello a cui dovremmo pensare sono i reali effetti che un uso così precoce del cellulare può comportare per i più piccoli.

Effetti

Gli specialisti di “Dottore, ma è vero che…?”, ricordando una ricerca condotta dalla Società italiana di pediatri (Sip) del 2018, sottolineano gli effetti dannosi sui bambini e, in particolare, quelli su:

a. APPRENDIMENTO. Per apprendere, è necessario affinare il pensiero e la capacità di risolvere i problemi. Per farlo è fondamentale l’esperienza diretta e concreta con oggetti e strumenti, meglio se inseriti in un contesto reale. E come può essere possibile ciò se l’interazione avviene tramite un touchscreen?
Lo stesso discorso vale per le parole, che, senza un contesto, non possono essere assimilate correttamente.

b. SVILUPPO. Se viene distorto l’apprendimento, ne conseguono scarsi risultati nei compiti, scarsa capacità di attenzione e concentrazione e povere relazioni sociali con i coetanei. Ciò può innescare un circolo vizioso che può minare l’autostima del bambino e ledere ancor di più lo sviluppo in generale.

c. BENESSERE. Oltre al benessere mentale, come conseguenza di una sorta di “effetto domino”, viene intaccato anche quello fisico. È stato dimostrato che l’uso di strumenti elettronici per più di due ore al giorno durante l’infanzia è associato a un aumento di peso, a dolori posturali – soprattutto a collo e spalle – e a problemi comportamentali.

d. SONNO. Il corretto riposo è un aspetto che non va sottovalutato in quanto è proprio mentre si dorme che il cervello si “ricarica” e “riordina” le informazioni assorbite durante la giornata. E non è solo il cervello a necessitare di un buon riposo, ma anche il resto del corpo e il suo metabolismo.
Sono soprattutto i contenuti stimolanti e la luce chiara dello schermo a causare disturbi del sonno, andando a minarne gli effetti benefici.

E i genitori?

La chiave per risolvere il problema sono i genitori perché, spesso, sono proprio loro a usare i dispositivi come supporto nella gestione e nell’intrattenimento dei più piccoli. Devono essere consci dell’importanza dell’interazione genitori-figli per non rischiare di essere causa di poche interazioni verbali, conflitti, reazioni insolenti e comportamenti non emozionali.

Alcune indicazioni

La Società italiana di Pediatria, in accordo con l’Associazione Americana di Pediatria e con le linee guida australiane, basandosi su evidenze cliniche, propone:

1- Per i bambini al di sotto dei 2 anni di età: non usare dispositivi elettronici durante i pasti e prima di andare a dormire, oltre a non mostrare loro contenuti frenetici, distraenti o violenti in alcun caso.

2- Per i bambini tra i 2 e i 5 anni: ridurre l’esposizione a meno di un’ora al giorno, mentre per quelli tra i 5 e gli 8 anni a meno di due. In ogni caso, bisogna proporre programmi di qualità e meglio se in presenza di adulti.

3- Per i bambini in generale: controllo da parte dei genitori dell’uso del cellulare, delle app scaricate e confronto coi pediatri in caso di dubbi.

4- Per i genitori: limitare anche il proprio uso dei dispositivi per dare un esempio positivo ai bambini, i quali imparano anche – e soprattutto – attraverso l’imitazione.

In conclusione, quello che potrebbe esser il miglior consiglio da seguire è sicuramente quello di dare importanza alle interazioni volontarie tra genitori e figli, anche a livello fisico tramite gli abbracci e il gioco. E questa rimane la migliore strategia per una crescita sana, come conferma “Dottore, ma è vero che…?”.

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