Digital Strategist

Strategie di Marketing Digitale

Da 13 anni sono specializzato nella gestione del marketing digitale per il terzo settore, mi interessano le cause sociali e la consapevolezza digitale

Strategia Digitale

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Conoscenza Piattaforme Digitali

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Conoscenza Marketing e Comunicazione

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Ho iniziato il percorso nel mondo del non profit 13 anni fa

Per 22 anni ho fatto Digital Marketing e Digital Strategy sul web e sui social media per le più grandi aziende italiane, ho lavorato con Brand quali Audi, Wolkswagen, Yamaha, Ducati,  Lamborghini, NBA,Vans, Quiksilver, Barilla, Campari, Nespresso, Eni, Enel, Edison, tutto il settore banche e assicurazioni , il vertical food&Beverage.

Ho creato molteplici campagne di digital marketing, posizionando i clienti sul web, sui social media, sono stato un attore del primo processo di corsa ai social per tutti questi grandi brand per poi lavorare su progetti di CRM e social CRM per profilare al meglio gli utenti

L’ incontro con una Onlus con la quale lavoro ancora oggi, mi ha fatto capire una cosa fondamentale, la comunicazione no profit non si differenzia da quella profit le regole valide per questo mondo  si possono applicare al terzo settore con ampi margini di successo

GLI ULTIMI ARTICOLI DEL BLOG

IL PROGETTO SALUTE DIGITALE

Nel 2015 ho iniziato a studiare il mondo del digitale in rapporto ai minori, questo studio è nato da un bisogno personale, ho 2 figli, e dalla necessità di sviluppare un occhio critico su temi quali schermi digitali e gestione del tempo dei bambini sul mondo virtuale.
Il mio studio non dimentica che, un bambino digitale ha sempre come riferimento un adulto digitale, ecco che lo studio segue i due percorsi in parallelo per capire come generare un rapporto sano con gli schermi che ci veda attori  consapevoli del processo

Avete mai visto un bambino con un cellulare? Sembra rapito dallo schermo, annulla ogni attività che non sia la fruizione della scena che vede, l’ attenzione agli eventi esterni passa a zero, è come se calasse una campana di vetro…

E’ sicuramente un trend pericoloso e molto spaventoso per chi, come me ha figli piccoli, non è da sottovalutare e a mio avviso, è uno degli aspetti che nei prossimi 10/20 anni saranno terreno di studi approfonditi.

Quello che mi stupisce quando leggo articoli riguardanti il fenomeno è che spesso sembra che i cellulari, ai figli, appaiano come per magia, come se piovessero da una nuvola lilla dal cielo, “Guarda mio figlio sembra uno zombie quando ha in mano quel coso”…

Ha in mano? Ma chi gli ha dato il device? Per che motivo? Non è forse il caso di tirare fuori il vecchio detto che la mela non cade lontano dall’ albero? Non è possibile che i bambini dipendenti da cellulare siano figli di adulti a loro volta dipendenti dalla tecnologia, in qualsiasi modo la si voglia declinare?

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